Riportiamo qui di seguito una lettera inviata dall'associazione genitori e scuola al MInistero della Salute per sollecitare una modifica del regolamento riguardante l'infestazione da pidocchi.


I punti salienti di questa lettera sono:
  • tutti i prodotti in commercio, nonostante quanto riportato nelle indicazioni allegate, non garantiscono l'eliminazione completa del parassita
  • un singolo trattamento al soggetto infestato non è sufficiente a prevenire il contagio, perciò non dovrebbe poter essere permessa l'ammissione a scuola dopo 1 trattamento farmacologico
  • la rimozione completa dei pidocchi avviene solo per rimozione meccanica di tutte le uova!
  • l'associazione chiede perciò un intervento del ministero per garantire la tutela dal contagio



Sommacampagna, 27 febbraio 2006
Ministro della Salute
On. F. Storace

Ministero della Salute
Direz. Gen. della Prevenzione
Dott. D. Greco

ISS (Istituto Superiore di Sanità)
Pres. Dott. E. Garaci

OGGETTO : Pidocchi a scuola : realtà e prospettive.

Discutere di “pidocchi a scuola” in un momento in cui la scuola, soprattutto quella pubblica, deve fare i conti con problemi molto più gravi (tagli di finanziamenti, sicurezza edilizia scolastica, precariato, integrazione alunni stranieri, ecc.), e vista la ben più preoccupante gravità dei tanti rischi sanitari a cui siamo sottoposti nell’ambiente inquinato in cui viviamo, può apparire marginale e irrilevante.
Eppure la modalità con cui istituzioni scolastiche e sistema sanitario nazionale affrontano quello che di fatto è un problema per un numero rilevante di famiglie con figli in età scolare, è emblematica : delegare all’individuo la soluzione del problema !
Come genitori siamo esasperati di essere tacciati di disinformazione (ormai potremmo scrivere trattati sulla vita e le abitudini di questi parassiti!), di essere accusati di non applicare correttamente i prodotti per il trattamento disinfestante (se non si vuole dare credibilità alla nostra testimonianza sull’inefficacia ovicida e talvolta perfino pediculocida dei farmaci in commercio, basterebbe leggere i risultati delle inchieste delle Associazioni dei consumatori).
Siamo stanchi che la nostra denuncia sul fallimento delle vigenti misure di profilassi sanitaria per il controllo della diffusione della pediculosi sia scambiata per scomposta reazione emotiva!
Non siamo in preda al panico, abbiamo compreso che i pidocchi non costituiscono un danno grave alla salute e non sono vettori di microrganismi patogeni, eppure, se l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la pediculosi tra le malattie parassitarie (ICD-10 : B85), se il Ministero della Salute prevede per la pediculosi delle misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica (Circolare Ministero della Sanità n° 4 del 13 marzo 1998), evidentemente la diffusione dei pidocchi deve essere contrastata.
Purtroppo, con tutta evidenza, le misure attualmente adottate sono inadeguate!

Il protocollo sanitario si basa infatti su premesse errate :
- l’efficacia pediculocida ed ovicida dei farmaci in commercio,
- la riammissione a scuola dell’individuo infestato il giorno successivo al trattamento dichiarato.
Poiché i pidocchi sono divenuti farmacoresistenti, il trattamento farmacologico in realtà non conclude la disinfestazione !
Finché non sono state eliminate tutte le lendini, non vi è la sicurezza dell’avvenuta disinfestazione, perciò il bambino infestato, con le attuali norme, torna in comunità in condizioni di contagiosità mentre la sua stessa famiglia presuppone di avere risolto il problema.
Solo con l’esperienza la famiglia si accorge che il trattamento, sebbene ripetuto più volte, non è sufficiente e l’unica soluzione è la rimozione meccanica delle uova.
La responsabilità della terapia della parassitosi è totalmente affidata alla famiglia e non vi è alcun controllo né alcuna eventuale misura di allontanamento da scuola nel caso in cui la famiglia non effettui la disinfestazione del bambino, pur dichiarando di effettuare il trattamento farmacologico.
E dunque, frequentemente, vi sono bambini che convivono con i pidocchi per mesi e mesi, mentre altre famiglie, pur con difficoltà, riescono effettivamente a debellarli per poi riprenderli da chi, invece, non riesce/vuole eliminarli.

In conclusione :
- le attuali misure di profilassi per il controllo della diffusione della pediculosi non tutelano i bambini e li espongono al contagio!
- affidare esclusivamente alla sola famiglia la responsabilità della disinfestazione, senza alcun controllo o verifica del successo della terapia, senza eventuale allontanamento da scuola del soggetto infestato, non tutela la collettività!
Nessuno si sognerebbe di affidare il rispetto del codice della strada al personale senso di responsabilità di ciascun automobilista, eliminando controlli e sanzioni!

Il Ministero della Salute, le Regioni e i rispettivi organi preposti alla prevenzione sanitaria intendono prendere atto della realtà di questa situazione ?

Quanto tempo dovremo attendere prima che i nostri bambini possano essere tutelati dal contagio?
Per non parlare del disagio del personale scolastico (il rapporto alunni/docenti soprattutto alla scuola dell’infanzia è di stretto contatto) costretto a vivere in tale situazione.
Perché si continua ad autorizzare la vendita di prodotti che nel foglio illustrativo dichiarano una efficacia ormai non più veritiera ?

Confidando nella disponibilità al recepimento della presente, nell’opportuno esame del problema esposto e fiduciosa di un cortese riscontro, si gradiscano cordiali saluti.
Genitori e Scuola
il Presidente