Genitori in regola

Regole, disciplina e responsabilità

di Roberto Gilardi



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Questo volume prende per mano i genitori che vogliono riscoprire l’importanza educativa delle regole per la crescita dei loro figli. Come una guida molto concreta e piacevole da leggere nei racconti che aprono ogni capitolo, introduce al territorio vasto delle regole, descrivendo atteggiamenti, stili e scelte che possono aiutare e supportare un genitore nella condivisione efficace della regolazione di vita in una famiglia. La condivisione attiva delle regole, infatti, è il miglior contributo per educare a una democrazia responsabile, consapevole, effettiva.






Come ci si comporta quando la nascita di un secondo figlio porta necessariamente una serie di mutamenti nell’ordine familiare? Qual è l’atteggiamento giusto di fronte a una figlia che decida di coltivare una piantina di marijuana in casa? E se invece una ragazza sceglie di sottrarsi a una vacanza “forzata” con sua madre per ritornare a casa in anticipo? Genitori in regola, pubblicato dalle edizioni la meridiana (collana partenze, 169 pagine, 16,50 euro) analizza “regole, disciplina e responsabilità” partendo da casi concreti, in modo da offrire la possibilità ai genitori di organizzare il proprio pensiero e fare scelte intenzionali in merito al tema. Roberto Gilardi – già docente a.c. presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Trieste, direttore della formazione IMR (Italian Medical Research) per molti anni formatore e trainer di Formatori sul modello di Thomas Gordon – parte dalla ipotesi che, nel tempo, il potere della relazione non sia più nelle mani dei genitori (o non sempre), ma sembra essersi ribaltato in quelle dei figli che: “in molti casi sembrano decidere il quando, il come e il cosa”. In un contesto mutato, con una famiglia che viene definita “affettiva” e non più “normativa”, riemerge il bisogno di stabilire come nascono e si condividono le regole. E la affettività, viene intesa da Gilardi come un fattore non facilitante in tema di regole, limiti e disciplina.
A questo proposito l’autore organizza un vero e proprio “metodo”, in base al quale un genitore può orientare le proprie scelte, in particolare verso la ricerca di obbedienza o di responsabilità da parte del figlio. E’ da notare come l’autore volutamente non abbracci ideologicamente una posizione rigida, dogmatica, al contrario, fornisce un ventaglio di possibilità che il genitore di volta in volta potrebbe attuare. In realtà, il modello operativo è molto neutro, e anche se nel libro è rivolto all’ambito familiare, è di possibile applicazione a tutti i contesti sociali, dai più semplici come appunto la famiglia, ai più complessi come scuola, aziende e organizzazioni.
Dopo aver elaborato questa sorta di bussola, questo schema di riferimento attraverso il quale riconoscere le varie tipologie di regole esistenti e il loro funzionamento, si addentra nella fase applicativa, delineando alcune figure che, di volta in volta e secondo le finalità di un genitore, possono facilitare l’arduo compito educativo.
In particolare, per le regole definite di “Prescrizione” (quelle indiscutibili), l’autore delinea tre stili di comportamento che i genitori possono incarnare nel rapporto con i figli: il Predicatore, l’Insegnante e il Maieuta. Il Predicatore (che “invita” a non rubare, ma anche, più semplicemente, a indossare la maglia di lana), sa già cosa è giusto e sbagliato, ma lo sa in quanto la regola è nata prima di lui, è già patrimonio della storia umana, di una società, di una religione, di un popolo o di una nazione. Il genitore-predicatore parte dal presupposto di possedere una “verità” e ne ricerca l’adesione (disciplina) da parte del figlio. E’ “In-segnante”, invece, il genitore che cerca di testimoniare se stesso con il figlio, che cerca di porre nel figlio i propri segni, i significati della propria vita. Che anziché ammonire e fare la morale usa il racconto, la narrazione e il proprio essere “modello intenzionale” per raggiungere la stessa finalità del Predicatore. Il Maieuta ha il compito più arduo: facilitare la costruzione di una regola a partire dalle esperienze che un figlio incontra nella sua vita. In questo modo, attraverso alcune competenze, tra le quali l’ascolto come componente principale, cerca di favorire un parto che riguarda la possibile nascita di una regola, di una norma, di un valore, e non richiede una semplice adesione alle proprie parole, ma a un processo di costruzione che ha origine nel figlio. Mentre il Predicatore è “padrone di una verità”, l’Insegnante è “padrone della propria esperienza di vita” e il Maieuta è “padrone della propria capacità di ascolto”. Passando all’area della “bussola” definita di “Discrezione” (quella che contiene le regole costruite tramite accordi), alle tre figure descritte se ne aggiunge una quarta, il “Mediatore” con finalità molto differenti dalle altre. Il Mediatore ha il compito di costruire le regole che fanno parte dell’area descritta, in modo partecipato, ricercando il maggior grado possibile di accordo e mediazione. Ed anche in questo caso, il riferimento ad un metodo è espresso da Gilardi in modo chiaro e organizzato.
Questo libro - spiega Gilardi - a partire dall’esperienza di questi ultimi diciotto anni come trainer e formatore, nei quali mi sono costantemente confrontato con una realtà sociale in cambiamento, cerca di tenere conto dei mutamenti che inevitabilmente sono accaduti, occupandosi del rapporto con regole, norme e disciplina, che in un modello adulto che mostra evidenti segni di difficoltà e disorientamento, è un nodo da affrontare per educare adulti responsabili. E’ ormai sotto gli occhi di tutti come questo aspetto sia diventato un problema sociale rilevante, in tutti gli ambiti e a tutti i livelli: dalla famiglia alla scuola, all’ambito organizzativo e sociale allargato, sino a raggiungere le istituzioni fondanti del nostro tessuto sociale. E sarebbe forse troppo semplicistico ridurre il tutto al fatto che basta ascoltare i figli, come alcuni libri sembrano voler intendere. L’ascolto è una delle competenze comunicative e relazionali importanti che un genitore può mettere in atto nel rapporto con i propri figli, ma non è l’unica e forse neppure la più rilevante in questo territorio di regole e disciplina”.
Un percorso complesso che nasce dalla voglia di accompagnare e supportare il genitore in un compito che si fa ogni giorno più difficile.
Per informazioni sui percorsi formativi per Genitori, Insegnanti ed Educatori correlati ai contenuti del libro, e per conoscere l’elenco dei Formatori autorizzati in Italia alla organizzazione di tali percorsi formativi:
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